tronco piramidale ornato da una croce patente inserita in un cerchio (datata al VII-VIII sec.) che si ripete uguale verso l’interno.
Un’altra croce patente, raggiata e cerchiata, è ricavata a traforo, in una lastra quadrata collocata, sulla parete laterale sud-est, in epoca posteriore all’edificazione della struttura muraria, come è rilevabile dalla traccia della finestra originaria.
La chiesa, di rito greco, è uno dei più antichi esempi di architettura sacra dell'alto medioevo in Puglia e risulta la più antica ancora officiante nella Diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca.
La muratura è realizzata con conci di pietra irregolari e grandi blocchi angolari che ne caratterizzano la struttura. All’interno sono presenti elementi architettonici di riutilizzo, come le colonne rastremate e altri blocchi monolitici, provenienti probabilmente dai resti di una villa romana esistita nella stessa località “casale Grassano” (I secolo a.C.- VI sec. d.C.). Le caratteristiche costruttive fanno risalire le origini della chiesa al V-VI secolo, strettamente legata al mondo bizantino, con un impianto basilicale rettangolare ad aula unica.
L’edificio, nell’VIII-IX secolo, subisce una importante trasformazione, con la suddivisione in tre navate e l'aggiunta di quattro diaframmi trasversali aperti, ciascuno caratterizzato da tre arcate a tutto sesto di differente ampiezza, e posizionati “fuori squadro” rispetto all’asse longitudinale della chiesa.
Tale modifica è di particolare importanza per la storia della chiesetta, poiché, in base a studi recenti, risentirebbe dell'influsso dell'arte longobarda, secondo un modello già noto in area beneventana (esempi coevi sono la Chiesa dell’Annunziata a Prata VII-VIII sec. e la Chiesa di S. Michele a corte di Capua IX-X sec.). Le arcate più vicine alla zona absidale poggiano, ancora oggi, su colonne monolitiche sormontate da capitelli a pulvino con incisa la croce “forcuta”.
All'interno sono tuttora visibili tracce di pitture; su un pilastro, poche lettere possono ricondurre alla successiva modifica altomedievale; sulle pareti sono individuabili pochi lacerti con diverse stratificazioni di pitture risalenti al periodo tra XI-XIV secolo; su un pilastro adiacente l’ingresso laterale è ancora visibile, seppur molto rovinata, la figura della Vergine col Bambino.
Nel 1711, secondo quanto riportato dalla visita pastorale di Mons. De Rossi, la chiesa era ancora utilizzata per il culto ed erano presenti anche tre altari due dei quali dedicati a Santa Eufemia (con icona ad affresco uno e su tela nell’altro) ed uno alla Madonna delle Grazie.
Non è possibile determinare con certezza a chi fosse originariamente intitolata la chiesa nei primi secoli della sua storia. Alcuni studiosi suggeriscono l’ipotesi che, in passato, l’edificio possa essere appartenuto ai cavalieri Templari, ipotesi sostenuta dalla presenza di alcuni indizi e dalla successiva intitolazione della chiesa a Santa Eufemia, Santa molto amata dall’Ordine Templare.
Sul finire del Settecento l’edificio veniva abbandonato a causa delle precarie condizioni del tetto.
Durante i saggi di scavo condotti nel 1975 nel giardino adiacente alla chiesa vengono rinvenute tombe medievali contenenti numerosi reperti databili tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV.
Nello stesso anno la chiesetta viene recuperata con un importante intervento di restauro che comporterà la ricostruzione di parte delle murature perimetrali e del tetto che, secondo le metodologie di restauro dell’epoca, verrà realizzato con una struttura con travi in ferro e lamiera grecata e completato con coppi in cotto.
Nell’abside, inoltre, verrà collocato un sobrio altare di pietra leccese, costituito da un monolite cilindrico e da una lastra tombale proveniente dallo scavo dell’adiacente cimitero.
In seguito a tali lavori la chiesa di Santa Eufemia viene nuovamente riaperta al culto.
Nel 2023, grazie ai fondi stanziati dal PNRR, la chiesa è sottoposta ad un nuovo intervento di restauro, che comporta il risanamento conservativo dei paramenti murari e degli elementi lapidei, il recupero e la sostituzione degli infissi esterni e, soprattutto, la sostituzione della copertura esistente, in struttura metallica, con un nuovo tetto.
Il nuovo tetto in legno, geometricamente simile al preesistente, è costituito da tre capriate con puntoni in legno lamellare e catene a sezione circolare in acciaio, da arcarecci e tavolato completato dal manto di copertura in coppi, recuperati, quasi totalmente, dallo smontaggio della copertura esistente, realizzata negli anni ‘70.
prof. Giovanni Perdicchia
arch. Salvatore Baglivo
Il progetto, nel suo complesso, ha previsto il risanamento conservativo dei paramenti murari e degli elementi lapidei, il recupero e la sostituzione degli infissi esterni e, principalmente, la sostituzione della copertura esistente, realizzata nell’anno 1976, durante il primo intervento di restauro e recupero funzionale della chiesetta, in parte diruta e abbandonata già a partire dalla fine del Settecento.
Il tetto esistente era costituito da una struttura metallica a capriate, con travi in ferro a doppia C accoppiate, e orditura secondaria eseguita con lamiera grecata, completata da massetto cementizio e manto di copertura in coppi di cotto.
I lavori di “restauro, risanamento conservativo e recupero funzionale” sono stati eseguiti dalla ditta “Stomeo geom. Bruno” e, così come previsto in progetto, hanno riguardato la pulitura delle murature e degli elementi lapidei dai danni causati, nel tempo, dalle infiltrazioni delle acque meteoriche e dalle conseguenti tracce di umidità; successivamente si è proceduto con il consolidamento ed il ripristino della stilatura dei giunti e con l’esecuzione di un trattamento protettivo delle superfici murarie esterne.
L’intervento tecnicamente ed architettonicamente più impegnativo ed importante, ha comportato la rimozione della copertura esistente, con struttura metallica, sostituita con un nuovo tetto in legno, geometricamente simile all’esistente, costituito da tre capriate con puntoni in legno lamellare, completate da catene con tiranti a sezione circolare in acciaio verniciato e una struttura secondaria con arcarecci; il tavolato di posa sormontato da lastre di onduline sottocoppo e la ricollocazione del manto di copertura in tegole completano la nuova copertura.
Il manto di coppi è stato eseguito riutilizzando gli elementi precedentemente rimossi o parzialmente sostituiti e, dove necessario, esclusivamente per lo strato inferiore della copertura, con nuove tegole analoghe alle originarie (comunque risalenti all’intervento del 1976).
I due portoni in legno massello sono stati completamente restaurati e recuperati, sostituendo, dove necessario, alcuni elementi marci e deteriorati; tutte le finestre, invece, sono state sostituite con nuovi infissi in legno, due dei quali (quelli dell’abside) dotati di apertura a vasistas.
Il 30.05.2024 l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione della chiesa, così previsto in progetto, è stato completamente ultimato.
Il 18.06.2024 la chiesa è stata riaperta al culto con una messa presieduta da Sua Ecc. il Vescovo di Ugento-S. M. di Leuca, Mons. Vito Angiuli.
Arch. Salvatore Baglivo
La chiesa è aperta ai fedeli e ai visitatori durante gli orari delle celebrazioni e su appuntamento per visite guidate.
Per gruppi e visite specializzate, si consiglia di contattare preventivamente la parrocchia.
L'ingresso è libero e gratuito. Si raccomanda un abbigliamento consono al luogo di culto.
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